1 - 17 giugno 2018

LE RELAZIONI CHE DOBBIAMO MANTENERE

le relazioni che dobbiamo mantenere

Ognuno di noi, ne sono certa, sa a quali relazioni da mantenere mi riferisco.

Quelle che dobbiamo conservare. Mi piace questo termine: “conservare”. Ne intravedo il potenziale, appunto, conservativo e forse costruttivo.

Credo che nella vita di ciascuno ci siano delle relazioni  che dobbiamo mantenere.

Che non possiamo permetterci di interrompere. Ammesso che uno ne sia capace poi, di interrompere. Io per esempio sono una frana.

Mi è successo una sola volta e ci ho sbattuto la faccia sopra per 5 anni prima di arrendermi.

So di gente abile a cancellare, è in fondo una dote anche quella. Tagliare i rami secchi, giusto?

Ecco, il mio problema (uno dei tanti) è che io penso sempre che su quel ramo secco possa ricomparire una gemma, prima o poi.

Aspetta un secondo, innaffio un pochino la pianta, la metto alla luce, le parlo.

No, non mi riferisco alle relazioni utili.

Sono calcoli che, purtroppo, non sono mai stata capace di fare.

Mi riferisco alle relazioni con quelle persone che non ci siamo scelte. Ma che ora sono nella nostra vita.

Le relazioni che dobbiamo mantenere, appunto.

Penso, per esempio, al marito di un’amica che magari non rappresenta il nostro ideale ma lo rappresenta per lei.

E allora va bene così, allora deve andare bene così. A noi e al mondo.

Penso ad una suocera, penso ad un fratello, penso magari anche a un genitore, a un capo o a un collega.

Ci sono delle persone con cui dobbiamo convivere per forza. Inutile che ce la raccontiamo.

Ci sono relazioni che quando si spezzano, nei casi più importanti, possono rovinarci la vita.

E logorarci dall’interno, come una goccia di acqua.

Trovo che fare la guerra contro queste persone sia una follia.

Una persona un giorno mi ha detto che dovremmo combattere solo le guerre che siamo in grado di vincere.

Io non sono brava con le guerre. Non sono mai stata brava a tenere il punto.

Ho sempre mollato per prima e chiesto scusa anche quando pensavo di avere ragione. Pur di riportare la pace, ho sempre fatto il primo passo.

Pare che sia un problema anche questo. Non riuscire a gestire i conflitti.

Nella gara dell’orgoglio sono in effetti sempre arrivata per ultima.

Non so cosa sia, non mi è mai appartenuto, l’ho cercato dentro di me sperando di scovarlo rannicchiato da qualche parte, ma non l’ho trovato. Mai.

Credo che dovremmo imparare che ci sono situazioni, relazioni ineluttabili che dobbiamo mantenere, che non possiamo rompere.

Non possiamo farlo per quello che proviamo per chi quella persona ce l’ha portata in casa, nel gruppo, in famiglia.

È un atto d’amore gratuito, segreto e disinteressato che abbiamo il dovere di fare.

È una finzione? È una maschera che ci mettiamo sopra alla faccia?

Può darsi di sì, ma anche di no.

Magari chissà, accettandole queste relazioni, scopriremo che quella persona magari così male non è.

Oppure sì, ma pazienza, questo fatto dovrà essere irrilevante. Ecco un’altra parolina magica: pazienza. Ne serve tanta, vero?

Perché ci sono relazioni che non si scelgono, magari si subiscono, certamente si devono accettare.

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