1 - 8 Maggio 2020

LETTERA A MIA FIGLIA ADOLESCENTE DURANTE IL LOCKDOWN

Lettera Adolescente Lockdown

Questa lettera la sto covando dall’8 marzo. Sono passati due mesi. E che mesi.

Ma le parole mi si erano bloccate in testa e così è rimasta lì ad aspettarmi.

Scrivere una lettera a una figlia adolescente durante il lockdown non è cosa semplice.

Quella mattina, era domenica, ti eri svegliata felice come sempre da quando sei nata.

Avevi appuntamento con la tua amica per fare una passeggiata.

Dal 1 Marzo avevi già il divieto di entrare nei locali e di vedere gruppi di amici, anche al parco.

Il nostro lockdown familiare era già cominciato.

Il vantaggio e la sfiga di avere una famiglia come noi: anticipiamo le rotture di coglioni, spesso ci arriviamo un po’ prima e di quello che fa il resto del mondo ce ne freghiamo.

È la vostra condanna, vi ripeto spesso che per certe cose tu e tuo fratello siete nati nella famiglia sbagliata.

La sera prima non mi decidevo ad andare a letto, proprio io, nata ghiro figlia di ghiri, continuavo a rimandare, non avevo sonno.

Aspettavo di sentire la conferenza stampa di Conte, poi avvenuta alle 2.30 di notte.

Tu, quella domenica mattina, non potevi sapere che nella notte era stato deciso per la Lombardia l’inizio del Lockdown.

Stava a noi spiegare a te, adolescente, che cosa avrebbe significato il lockdown.

Quanto la tua vita, come la nostra, sarebbe cambiata per un tempo indefinito.

Ma tu, a differenza di noi, sei un’adolescente.

E io questa cosa l’ho sempre avuta stampata in testa a caratteri cubitali in questi 70 giorni.

Hai quasi 15 anni, frequenti il tuo primo anno di liceo classico e sei nel pieno della tua adolescenza.

L’estate scorsa in una delle innumerevoli sere in cui non riuscivo neanche a uscire di casa perché bisognava portarti, aspettarti, ritirarti avevo già avuto un’illuminazione.

Il mondo era tuo, io avevo già dato, fanculo alle mie serate. Era, è il tuo turno. In quel momento sono diventata grande.

Il mondo è tuo, lo dice anche Jovanotti.

Stai, stavi, scoprendo il mondo e il mondo a 15 anni è fuori, non dentro queste 4 mura.

Stai, stavi, scoprendo l’amore, l’amicizia, il distacco da noi, da me.

Abbiamo vissuto in simbiosi io e te, un idillio che nemmeno l’adolescenza è riuscita rompere.

Ma giustamente a 15 anni, nell’esatto momento in cui dovevi farlo non un attimo prima nè un attimo dopo, hai preso il volo.

Ho riconosciuto nei tuoi gesti ogni singolo gesto che facevo io.

La smania di uscire da quella porta, la cura nel prepararti, gli appuntamenti che ti si accavallavano.

E giustamente, quella mattina, hai pianto perché a 15 anni si crede di essere immortali.

Cos’è sta cosa che non posso neanche vedere un’amica per una passeggiata?

Quel giorno avrei voluto scriverti questa lettera, ma appunto non è mica semplice scrivere a un’adolescente durante un lockdown.

In tutte queste mattine ti ho guardato mentre ti preparavi prima di iniziare la tua video lezione e mi sono commossa.

Ogni singolo giorno.

Sei bellissima da quando sei nata, una specie di miracolo che ha molto a che fare con il tuo papà e pochissimo con me.

Mi sono tornate in mente tutte le nostre mattine, quelle del prima, quando con cura ti preparavi per andare incontro al mondo, il tuo nuovo mondo.

Quando alle 7.10 cercavo maldestramente di farti i boccoli con la piastra ed eravamo in ritardo.

Avere quasi 15 anni ai tempi del Coronavirs non deve essere per niente facile.

Essere un’adolescente in un tempo in cui un bacio diventa un reato, ancora meno.

Te lo dico in tutta franchezza.

Perché non si tratta solo di questi due mesi.

Ma si tratta di quello che, tu adolescente, troverai lì fuori dopo, nelle varie fasi che forse si succederanno a questo lockdown.

Io me li ricordo bene come devono essere i 15 anni.

Forse troppo bene, perché certi giorni me ne sento 16 di anni invece che 46.

I baci, le corse in bici magari in canna, gli scioperi, i cappucci al bar, i pomeriggi a fingere di studiare, i pianti e gli abbracci, le ore perse che invece non sono perse perché sono quelle che ti fanno crescere e quelle, le uniche, che ti ricorderai quando diventerai grande.

Tutto questo ha poco a che vedere con la mascherina e il distanziamento sociale.

Abbiamo parlato tanto di didattica a distanza, di bambini, di scivoli e altalene, ma abbiamo parlato pochissimo degli adolescenti.

Chiusi in casa senza preavviso in quel momento magico della vita in cui la vita è fuori.

E allora ti giuro, baratterei tutti i mesi e gli anni, i miei, che servono per restituire a te l’adolescenza che ti meriti.

[labnol_related]

Lascia un commento