2 - 11 Maggio 2020

ENRICA TESIO: INTERVISTA A UNA PERSONA BELLA

Un’intervista a Enrica Tesio per me è un sogno che si realizza.

Seguo Enrica Tesio da anni e sinceramente quando le ho proposto la mia intervista scritta mi sono detta, figurati.

Non solo non la conosco di persona, sono semplicemente una sua lettrice e fan sfegatata.

Ma oltretutto Enrica in questo momento, oltre ad avere due figli e a trovarsi come noi in mezzo a una pandemia mondiale, è anche incinta.

Di questo periodo allucinante vi consiglio se volete divertirvi con intelligenza di leggere questi suoi ultimi post straordinari:

Enrica Tesio è una blogger e una scrittrice torinese.

E in più ha un lavoro vero (o magari è il contrario?): è direttrice creativa in un’agenzia di pubblicità.

Il suo esilarante blog, La verità vi spiego sull’amore. Prima o poi l’amore arriva. E t’incula, le ha ispirato il romanzo pubblicato per Mondadori nel 2015 La verità, vi spiego, sull’amore, dal quale è stato tratto un film con la regia di Max Croci.

Io ho amato follemente il suo romanzo Dodici ricordi e un segreto, scritto nel 2017.

Questa intervista a Enrica Tesio è quindi per me motivo di grande orgoglio.

Cara Enrica,

Noi non ci conosciamo, ma ho letto talmente tanto delle cose scritte da te che un po’ mi sembra sì, di conoscerti.

La tua scrittura è un posto bellissimo dove negli anni mi sono spesso rifugiata.

E dove ho riso moltissimo anche, da sola per terra mentre leggevo i tuoi post di sera.

Ho riso anche in momenti molto bui della mia vita e per questo ti sono riconoscente: chissà se lo sai, Enrica quanto bene hai fatto a noi mamme?

Ricordo come se fosse ieri quel post che hai scritto sulle mamme nello spogliatoio della piscina dei figli.

Ti giuro, se solo ci penso mi vengono le lacrime dal ridere.

L’ironia e la magia che fai quando metti insieme le parole sono il motivo per cui ho pensato a te per la mia rubrica Megliounapersonabella.

Ora provo a farti le mie 5 domande, sei pronta Enrica?

1. Innanzitutto come stai? Questa è una domanda banale di solito e che oggi invece ci dice tutto quello che serve. Ti chiedo come stai, di salute e di cuore e come stanno i tuoi cari? So che aspetti un bambino e come hai scritto tu non succede tutti i giorni di fare un nuovo bambino in pandemia mondiale.

Ti rispondo con un non banalissimo stiamo bene: i miei figli, la bimba in progress, i miei cari.

Siamo stati fortunati, Lorenzo e Marta hanno trascorso parte del lockdown in campagna, letteralmente in mezzo a un bosco con i cugini… anche tornati da me abbiamo riscoperto il cortile che ci ha salvati dalle follie dello smart working mio e della scuola a distanza loro.

Ho trascorso molto tempo con il mio compagno e con suo figlio dodicenne, non viviamo ancora tutti insieme ed è stata una specie di prova generale.

L’abbiamo superata benone mi pare.

Non ho fatto nemmeno una pagnotta col lievito madre, non ho polemizzato con nessuno sui social, non me la sono presa con i runner, con i cani o con i bambini, non ho fatto yoga su zoom, non ho desiderato carnalmente Conte nemmeno una volta, sono rimasta una quarantenata atipica insomma.

2.In tempi di lockdown mi sembra quasi scontato chiederti: quale sarà il primo posto bello dove andrai quando tutto questo sarà finito?

Neonata permettendo, in barca, il papà della piccoletta è uno skipper e non siamo ancora riusciti ad andarci da quando stiamo insieme (per nostra discolpa stiamo insieme da ottobre).

3.Come stai trascorrendo questa quarantena? Vuoi consigliare qualche trucco a me e ai miei lettori per superare queste giornate? (Anche se dalla riposta 1 deduco con piacere che non sei una da consigli).

Ho trascorso questi mesi ripetendomi “la speranza è una lunga pazienza” che è una vecchia massima di mio padre, ho riflettuto molto sul coraggio della pazienza.

Adesso è il tempo di mettere a frutto la pazienza che abbiamo avuto, di rimettersi in movimento e non indugiare troppo sulla soglia.

Non ho formule magiche o frasi motivazionali, a parte il consiglio di non arredare il tunnel dove ci troviamo, ma andare oltre.

La strada sarà lunga.

Enrica Tesio Intervista

4.Sei torinese ma mi chiedevo se hai tre posti belli di Milano che vorresti rivedere appena sarà possibile ritornare a viaggiare.

Sono una delle poche torinesi che ama Milano, ci vado spesso per lavoro (sono una direttrice creativa in un’agenzia di pubblicità), la trovo bella e accogliente.

Un posto che mi piace tanto è Villa Necchi Campiglio.

Ma vorrei tornare anche nel cortile del Cinema Anteo, ho un ricordo molto romantico lì.

5.Credi che il mondo diventerà un posto più bello dopo questa pandemia che ci ha travolti come uno tsunami? O pensi che non cambierà nulla ognuno per se stesso?

Penso che siamo animali strani noi umani, che di fronte ai grandi traumi (lutti) ci ripromettiamo che niente sarà più come prima, che non ritorneremo a farci fagocitare dalle liti con il collega o l’ansia per le piccole cose e poi invece la forza dell’abitudine ha il sopravvento e ritorniamo a ripetere i vecchi schemi.

Quello che mi auguro è che si torni a fare esperienza vera, uscire, toccarsi.

Non sono detrattrice dei social, a me hanno dato tanto, ma non possono essere un sostitutivo del resto.

Questa abbuffata di schermi spero abbia dato la nausea alla maggioranza di noi.

Grazie infinite Enrica.

Grazie per il regalo che mi hai fatto, 5 risposte scritte da te per me sono un regalo bellissimo.

Ti auguro il meglio per il tuo futuro.

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