2 - 6 giugno 2018

SHUT UP, LA MOSTRA PERSONALE DI MASSIMO KAUFMANN
ALLA GALLERIA CAVACIUTI

Fino al 30 Giugno 2018
(Mart.-Sab.: h. 10-13/14-19;
Domenica e Lunedì su appuntamento)

Via Vincenzo Monti 25, Milano

mostra kaufmann galleria cavaciuti

La prima cosa bella di questa mostra di Massimo Kaufmann è il posto che vedrete, visitandola.

Il nuovo spazio espositivo della Galleria Cavaciuti, inaugurato nell’ottobre 2017, è un posto meraviglioso.

Un interno che si trova sul marciapiede opposto alla storica Galleria in Via Vincenzo Monti e che si presenta come una struggente casa d’epoca, quella che vorremmo avere tutti.

Guardatevi intorno, perché alle pareti troverete le opere che Glauco Cavaciuti propone da anni alla sua clientela.

Questa mostra personale di Massimo Kaufmann, Shut Up, ha un titolo che mi sorprende e mi incuriosisce.

Chiedo e scopro che “Shut up” è un omaggio a un disco degli anni ‘80 di Frank Zappa, che si intitolava appunto “Shut Up ‘n Play Yer Guitar”.

Silenzio, solo chitarra.

La mostra Shut Up in effetti è così: solo quadri senza soggetti, parla la pittura.

Io, come sapete, di arte ci capisco poco.

Vado solo a istinto, le opere mi parlano talvolta e allora le amo. Molto più spesso non mi dicono niente.

Alla Galleria di Glauco Cavaciuti (a proposito meglio un gallerista simpatico che un gallerista antipatico) mi capita spesso di innamorarmi delle opere che lui seleziona.

L’artista che mi ha rubato il cuore è Florence Di Benedetto, ma questo lo sapete già.

È successo anche alla mostra personale di Massimo Kaufmann.

I suoi quadri sono come fatti di puntini di colore, colati su tela o su tavola con un preciso ordine geometrico, come in uno schema fatto solo di colore.

mostra kaufmann galleria cavaciuti

Mi sono innamorata della serie delle carte del 2016 che è realizzata con pittura ad olio su fogli di carta traforata in codice Braille, l’alfabeto dei non vedenti.

Chissà che messaggio si portano dietro questi quadri. Andrebbero toccati.

mostra kaufmann galleria cavaciuti

Le opere di Massimo Kaufmann hanno fatto il giro del mondo, sono state esposte nei musei più importanti e spesso acquistate dalle gallerie più famose.

Sono fatte da piccoli tocchi di colore, quasi in rilievo, e non vogliono rappresentare il reale ma solo ricordarcelo.

mostra kaufmann galleria cavaciuti

Ho letto un’intervista di Kaufmann in cui racconta che i suoi dipinti sono un processo lento, fatto di passaggi di colore, di attesa, di osservazione e ancora di colore.

Forse è lo stesso tempo che dovremmo prenderci noi per capire se un’opera ci parla oppure no.

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