26 - 10 febbraio 2017

MILANO: STORIA DI UNA RINASCITA

Fino al 12 febbraio 2017

(Chiuso il lunedì;
Mart, Merc, Ven-Dom: 10.00-20.00; Gio: 
10.00-22.30)

Palazzo Morando
Via Sant’Andrea 6, Milano

milanostoriadiunarinascita.it

IMG_5169Milanomia, come faccio a spiegarti che cosa provo oggi davanti a queste fotografie, davanti a questa rovina, davanti a questi sguardi persi. Che cosa provo guardando e riconoscendo i luoghi della mia vita ridotti in macerie, profanati dalle bombe sganciate dagli Alleati. Che cosa provo guardando te Madonnina tutta d’oro ricoperta di stracci bianchi per non fare luce e diventare facile preda. Questi bambini che giocano per strada, vestiti di niente, a giocare con niente. Le famiglie sfollate, che scappano da te, quando gli attacchi si intensificano e le bombe del ’43 portano la morte. I ricchi che danno il buon esempio per primi, riaprendo le case di campagna. E tutti questi volti che oggi ho qui davanti in bianco e nero, così operosi, così coraggiosi, così milanesi. 

E i ricordi dei racconti si fanno all’improvviso limpidi. E penso a te bambino che scappi insieme alla tua mamma. E raggiungi la cascina dove sarai così libero e felice, che paradosso la felicità in tempo di guerra. Ma quella libertà dei campi non la dimenticherai più, quando ritornerai a Milano, nell’appartamento borghese, nel quartiere più borghese di tutti. E una scuola di campagna solo femminile, tu l’unico maschio. Come si faceva a non essere felici? E il cibo non mancava, quanta fortuna nella sfortuna. Il tuo papà non c’era già più, e forse se fosse stato ancora vivo quella bomba che tirò giù la vostra prima casa avrebbe portato via anche te.
Mi ritorna alla mente il tuo nonno che non si arrendeva, io sono inglese diceva, gli inglesi la bomba sulla mia casa non la tireranno. Solo che poi le bombe cominciavano ad essere tante e allora in bicicletta avanti e indietro con la città. Voi in campagna, e lui a lavorare e ad aiutare, tutti, che c’era sempre bisogno.
Le biciclette, quante ne vedo qui oggi alla mostra e non posso non pensare a lui. Le biciclette, quanti chilometri per sopravvivere, per vivere, per restare in piedi. 

Quante emozioni oggi qui davanti a queste fotografie. Ma poi c’è l’ultima foto, la foto della foto che alla fine ci fa sperare. I milanesi che nel 1953 sono seduti ad ammirare la Guernica di Picasso nella Sala delle Cariatidi, ferita dalle bombe. Picasso, la Guernica, non la voleva prestare per questa mostra a Palazzo Reale. Ma poi si convinse, per un solo motivo: la Sala delle Cariatidi. Era la Sala della guerra, come la Guernica era l’opera della guerra, era la sala della devastazione non riparata, il tetto non c’era, solo il cielo lì sopra. Tra quelle persone c’era Arnaldo Pomodoro a guardare quel quadro e a capire cosa doveva fare del resto della sua vita.
Ecco, questa foto dei milanesi lì ad ammirarla e poi, nelle altre foto, quei sorrisi quasi imbarazzati di fronte a sculture tanto strane, questa è la speranza che ritorna.

Milano mia, sei sempre stata capace di rialzarti, di rinascere, di rimanere con la schiena dritta.

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