25 Luglio 2017

IL MAESTRALE CHE SI PORTA VIA TUTTO

il maestrale che si porta via tutto

Amo il maestrale che si porta via tutto.

Mi sono accorta che un sardo riconosce il maestrale al primo soffio, mentre gli altri stanno ancora sudando per lo scirocco. Lo riconosce quando ancora non si è alzato e lo saluta con la riconoscenza che si prova per un amico di vecchia data.

Un amico che è tornato a trovarci, forse ad aiutarci. È questo il maestrale per chi vive qui. 

Sono le giornate che amo di più, quelle col maestrale, quando tutti intorno pensano che il tempo sia brutto e si coprono oppure partono per una gita.

Il maestrale che si porta via tutto, porta via l’umidità, la cappa e le cose inutili.

Ci avvisa anche che al nord probabilmente sta venendo giù il mondo di temporali. Ci dice anche che ora basta, si cambia vento.

Un sardo tutte queste cose le capisce prima.

Lo riconosci un sardo, un amico sardo. Perché quando decide di accendersi una sigaretta, prima la offre a te. Ed è carino da parte tua accettare. 

Un sardo ha un cerchio della fiducia piuttosto ristretto, ma fortissimo. Per un sardo se tu sei amico del mio amico, allora sei amico mio e se hai bisogno io ci sono. 

Un sardo se ti parte l’aereo, a qualunque ora della notte succeda, ti accompagnerà all’aeroporto e poi tornerà a casa a dormire. 

Per un sardo se tu sei a casa sua, sei ospite.

Non ti permetterà mai di pagare neanche un caffè. La sua casa, la sua famiglia, saranno aperte per te.

Un sardo vorrà condividere con te una bottiglia, possibilmente di cannonau o di vermentino ghiacciato, talvolta di proprietà.

Non si rifiuta mai il bicchiere della staffa, a un sardo. 

Spesso un amico sardo amerà il mare come te, ma a bere quella bottiglia ti porterà in uno stazzu all’interno.

E anche all’interno, un sardo il maestrale lo sentirà prima di te.

Capiterà che intercali frasi che a te risulteranno incomprensibili perché il sardo è una lingua, non un dialetto. E ogni tanto te le tradurrà, o meglio tradurrà la parte che vuole che tu capisca.

Per un sardo esiste un codice di comportamento, fatto di regole. Precise, sempre le stesse. Talvolta a noi indecifrabili. E c’è un codice anche degli sgarbi e delle offese.

Un sardo pensa, infatti, che l’amicizia sia sacra, come l’ospitalità.

E il giorno che lo deluderai, purtroppo non avrà molte parole per te.

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