29 - 25 luglio 2017

IL MAESTRALE CHE SI PORTA VIA TUTTO

il maestrale che si porta via tutto

Amo il maestrale che si porta via tutto.

Mi sono accorta che un sardo riconosce il maestrale al primo soffio, mentre gli altri stanno ancora sudando per lo scirocco. Lo riconosce quando ancora non si è alzato e lo saluta con la riconoscenza che si prova per un amico di vecchia data.

Un amico che è tornato a trovarci, forse ad aiutarci. È questo il maestrale per chi vive qui. 

Sono le giornate che amo di più, quelle col maestrale, quando tutti intorno pensano che il tempo sia brutto e si coprono oppure partono per una gita.

Il maestrale che si porta via tutto, porta via l’umidità, la cappa e le cose inutili.

Ci avvisa anche che al nord probabilmente sta venendo giù il mondo di temporali. Ci dice anche che ora basta, si cambia vento.

Un sardo tutte queste cose le capisce prima.

Lo riconosci un sardo, un amico sardo. Perché quando decide di accendersi una sigaretta, prima la offre a te. Ed è carino da parte tua accettare. 

Un sardo ha un cerchio della fiducia piuttosto ristretto, ma fortissimo. Per un sardo se tu sei amico del mio amico, allora sei amico mio e se hai bisogno io ci sono. 

Un sardo se ti parte l’aereo, a qualunque ora della notte succeda, ti accompagnerà all’aeroporto e poi tornerà a casa a dormire. 

Per un sardo se tu sei a casa sua, sei ospite.

Non ti permetterà mai di pagare neanche un caffè. La sua casa, la sua famiglia, saranno aperte per te.

Un sardo vorrà condividere con te una bottiglia, possibilmente di cannonau o di vermentino ghiacciato, talvolta di proprietà.

Non si rifiuta mai il bicchiere della staffa, a un sardo. 

Spesso un amico sardo amerà il mare come te, ma a bere quella bottiglia ti porterà in uno stazzu all’interno.

E anche all’interno, un sardo il maestrale lo sentirà prima di te.

Capiterà che intercali frasi che a te risulteranno incomprensibili perché il sardo è una lingua, non un dialetto. E ogni tanto te le tradurrà, o meglio tradurrà la parte che vuole che tu capisca.

Per un sardo esiste un codice di comportamento, fatto di regole. Precise, sempre le stesse. Talvolta a noi indecifrabili. E c’è un codice anche degli sgarbi e delle offese.

Un sardo pensa, infatti, che l’amicizia sia sacra, come l’ospitalità.

E il giorno che lo deluderai, purtroppo non avrà molte parole per te.

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27 comments

  1. Giovanna says:

    Sono sarda amo la mia terra ma questo “decalogo” ci porta verso nazionalismi che non mi piacciono tanto. Sotto sotto tu non paghi mai il caffè non solo perché sei ospite*preferisco amico) ma perché qui io detto i comportamenti. È un po’ atavico e senza cattiveria ma viene da una “certa cultura”.

    • megliounpostobello says:

      Ciao Giovanna, mi dispiace per questa tua lettura che naturalmente rispetto.
      Sicuramente quando si generalizza forse si sbaglia sempre un pochino o comunque si rischia di essere troppo schematici.
      La mia voleva essere una dichiarazione d’amore per i sardi, anche perché ne ho sposato uno quasi 20 anni fa.
      Grazie in tutti i casi del tempo che mi hai dedicato.
      Chiara

      • Anto says:

        Salve Chiara, io sono Sarda e Corsa , sono vissuta molti anni fuori dalle isole, lontana, ho amato molto tutto ciò che ho visto e le infinite persone conosciute, ma le mie due isole sono il paradiso , non amo i generalismi, la chiusura è un certo’tipo di cultura” , ma non lo riferisco a ciò che lei ha scritto e che mi è piaciuto molto perché credo abbia voluto dipingere Delle caratteristiche che lei ama ed apprezza di noi. Io sono una amante appassionata del maestrale e del senso di libertà che fin da piccola mi ha sempre dato. Grazie

        • megliounpostobello says:

          Ciao Anto, hai ragione queste isole sono il paradiso in terra. Amo molto anche la Corsica, anche se la conosco meno. Sì, la mia è una dichiarazione d’amore per i sardi, anche perché ne ho sposato uno. Però, indubbiamente, quando si generalizza si sbaglia sempre un pochino.
          Grazie del tuo tempo, diamoci del tu!
          A presto
          Chiara

      • Gian Piera says:

        Grazie x il tuo pensiero verso la nostra cara terra Sarda. Non tutti sono così vero è, ma lo è la stragrande maggioranza che ancora continua a mantenere i valori di questa magnifica Terra. Ande iscriere a medas annoso

  2. Luisa Annis says:

    ….beata tu che ne hai conosciuti tutti bravi e disponibili io ho conosciuto anche tutto l opposto di quello che hai scritto tu, io sono più del parere che tutto il mondo è paese e brave persone le trovi ovunque come la cattiva. Gli altari facciamoli in chiesa ai santi perché ripeto tutto il mondo è paese.

  3. Dave says:

    Le tue sono parole stupende. E perché non generalizzare? I sardi in generale sono così, come tu li hai descritti. Da sardo quale io sono, leggendo le tue parole, mi ci sono ritrovato e non perché presuntuosamente pensi di essere così ma perché nella mia vita ho incontrato tanta gente come tu la hai descritta. Grazie…infinitamente grazie

  4. Ersilia says:

    Da Sarda che Ama e odia la sua terra, cosi bella e selvaggia, libera e prigioniera, generosa e ostile, ti rigrazio. Ciò che scrivi è vero, aldilà dei generalismi, perché viene dal cuore… e di cuore noi, ne abbiamo molto… Grazie

  5. Ignazio posadino says:

    Un tempo era così ,diciamo al settanta per cento, infatti ,poiché credevo nei principi che mi erano stati inculcati ,andai incontro a delusioni devastanti ,quando ,andato fuori dall’isola ,mi diovetti confrontare ,con culture diverse .Fuori non sapevano ,cosa fosse l’amicizia ,la parola ,la vergogna ,la galanteria ,etc ,purtroppo ,ritornato nell’isola ,mi accorsi ,molto in fretta ,che l’avevano dimenticato anche qui..
    Ma mi consolo ,col profumo del Maestrale ,che rimane sempre lo stesso.

  6. Alberto says:

    Il maestrale, un vento cosi semplice che innalza quelle onde energiche sul lato ovest della Sardegna; un vento così semplice che scaglia i rocciosi granelli di sabbia nelle spiagge del Sud Sardegna; un vento cosi semplice che calma le acque della costa orientale della Sardegna.
    Forse noi Sardi abbiamo tutti dentro un po’ di maestrale, che ci accompagna tutta la vita.
    Belle le tue parole,piene di spunti che fanno riflettere.

  7. Giovannino Dongu says:

    Mi chiamo Giovanni e vivo da 30 aa in Piemonte. Sono nato e cresciuto al Poetto che credo sia una posizione privilegiata per poter godere del vento. Ciò che ho letto non riguarda la cultura,riguarda il sentire che ognuno di noi si porta dentro. Io mi sono portato il vento che mi ha cresciuto e con esso tutti i profumi che mi ha regalato. Il vento io lo sento tutti i giorni e tutti i giorni mi manca quella leggerezza che sa ispirare.

  8. Fabrizio Paulis says:

    Per coloro che non apprezzano queste parole voglio dire che questi generalismi sono archetipi del nostro modo di essere. Volente o nolente sono tratti radicati nel tempo che abbiamo. Naturalmente non è per tutti così, ma ciò che siamo è una emanazione di questo. E di tanto altro ancora. E ne dobbiamo tenere conto. Brava Chiara, per esperienza mi sono reso conto che che è di fuori, si accorge prima delle differenze che abbiamo col resto d’Italia. Noi inconsapevolmente le diamo per scontato.

  9. Rossella Ragatzu says:

    Fosse vero! I sardi sono incivili e bestia né più né meno degli altri italiani. Lo scrivo da sarda che ha lasciato la Sardegna.

  10. MARIA ELISABETTA MARRAS says:

    Grazie per queste belle parole e per la considerazione che hai di noi sardi. Hai avuto la fortuna di sposare una bella persona e da quel che leggo, siete ben assortiti. Ricordati di venire a partorire in Sardegna, così i tuoi figli potranno vantarsi di essere Sardi e avranno una identità.
    Buona vita

    • megliounpostobello says:

      Grazie Maria Elisabetta, sì è così voi sardi mi siete entrati nel cuore e nel mio piccolo ho voluto esprimervi la mia grande considerazione.
      A presto
      Chiara

  11. Antonella Scalvini says:

    Bella. Non sono sarda per cui non ho nulla su cui questionare. Ma è scritto con il cuore e l’impeto. Come non apprezzare.

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