24 - 26 luglio 2017

CHI SALVERA’ LE ROSE?

Cesare Furesi
2017

www.chisalveralerose.it

i protagonisti di chi salverà le rose

Chi salverà le rose? è un film sull’amore.

Sull’amore incondizionato, imperituro, viscerale, sull’amore che c’è e basta, che non si chiede il perché, che vive anche contro la nostra volontà. 

Ho visto Chi salverà le rose? all’anteprima del Festival del Cinema di Tavolara, al teatro Ceroli di Porto Rotondo.

Non sono ancora riuscita a realizzare il mio sogno di andare davvero a Tavolara per il festival.

È una di quelle cose in cui spero tutti gli anni e che poi mi dico farò in un’altra vita. Però quest’anno almeno ho potuto partecipare all’apertura del Festival.

Chi salverà le rose? è un film di Cesare Furesi ed è stato girato ad Alghero.

Posso dire una cosa? Chi salverà le rose? è un capolavoro e mi chiedo perché non ci siano titoli a caratteri cubitali sui giornali a parlarne.

E mi chiedo anche come si farà a rivederlo e dove, quando lo vorrò far vedere alle persone che amo. Perché questo è un film da far vedere a chi ami.

È una poesia che, invece di leggere, guardi proiettata su uno schermo.

C’è la famiglia, così strana, così nuova che si porta dietro problemi antichi. I problemi di tutte le famiglie, nuove e vecchie, allargate e ristrette, scombinate o no che siano. 

Quello che vediamo sullo schermo è il dolore, fisico di chi sta male e quello del cuore di chi non accetta la fine di chi ha amato. E così si inventa ogni stratagemma per non allarmare, ogni trucco per rubare una risata nuova e antica, sonora, rumorosa.

Ci sono le piccole bugie che servono a nascondere verità dolorose e le grandi bugie che di solito raccontiamo a noi stessi.

Ci sono gli inflessibili che giudicano, ma poi tanto tornano perché il richiamo delle radici è sempre più forte. Anche contro, ma vince.

Chi salverà le rose? è un film divertente.

C’è un cast strepitoso, un attore che mi ha rubato il cuore tanti anni fa, Carlo Delle Piane, i cui occhi esprimono tutto da sempre anche quando lui tace. Interpreta Giulio, l’avvocato Giulio Santelia di Regalo di Natale, ormai anziano. Ve lo ricordate?
E poi un immenso Lando Buzzanca, la brava Caterina Murino, il giovane e perfetto Antonio Careddu, Guenda Goria e ancora Philippe Leroy.

Ci sono due camminate in questo film, una all’inizio e una alla fine.

Come ci ha avvertito il regista Cesare Furesi, a inizio proiezione, sono due camminate che ci parlano: del dolore, della fatica, dei tentativi falliti, dell’accettazione, della speranza ma anche di quello che ci piega. E noi continuiamo a camminare, comunque.

Ci sono delle rose da salvare, in questo film. 

C’è l’Amore vero, anche.

Insieme eravamo la forza che occorre per vivere.

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