6 - 9 Febbraio 2020

LA VITA BUGIARDA DEGLI ADULTI

vita bugiarda adulti Elena Ferrante

La vita bugiarda degli adulti di Elena Ferrante: non mi sarà semplice recensire questo libro.

Perché già il titolo mi ha abbastanza tramortita, quanto è vero, quanto è bugiarda talvolta la vita degli adulti.

Io di Elena Ferrante non avevo letto niente.

Mi rendo conto che sia strano, quasi inspiegabile, ma spesso mi succede con i grandi fenomeni letterari.

Mi sfilo e non partecipo, non li leggo.

La vita bugiarda degli adulti è un libro che ho divorato.

Qualcuno mi ha detto che non sarebbe mai decollato.

Ma poi io ci ho pensato e mi sono resa conto che io leggo quasi sempre libri che non decollano.

I miei amici dicono che io leggo libri da femmine, forse è vero.

Sicuramente leggo spesso libri tristi, tragici comunque non leggeri.

Del resto io leggera non sono, ci sta.

La vita segreta degli adulti ci racconta delle bugie a cui i bambini assistono inconsapevoli, certe volte per anni.

Le bugie che poi a un certo punto scoprono e che segnano la fine della loro infanzia.

Magari un po’ è successo anche a voi, magari anche a me.

C’è un giorno, spesso un giorno preciso, in cui una bugia viene a galla e segna la fine dell’infanzia.

Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell’appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri.

Tutto – gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole – è rimasto fermo.

Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o è soltanto un dolore arruffato, senza redenzione.

Succede che i nostri genitori, e magari noi oggi come genitori, si predichi bene e poi si razzoli male.

Una gran bella teoria, insomma, che però non mettiamo in pratica.

E c’è un giorno che i nostri figli ci guardano, ci sentono, capiscono e smettono di essere bambini.

Mi ha fatto molto riflettere questo tema: forse è il più delicato della nostra condizione di figli e poi di genitori.

Nella vita bugiarda degli adulti poi c’è Napoli, quella bene e quella bassa, quella del Vomero e quella del Pascone.

Che Napoli è tante cose, tante inflessioni, tante diversità, si sa.

C’è la negazione della proprio origine, la negazione che spesso porta il desiderio di evolversi socialmente.

Ma le radici restano, le radici ci chiamano e con le radici dobbiamo farci i conti prima o dopo.

Nella vita segreta degli adulti c’è l’adolescenza, con le sue ombre e i suoi abissi, ma anche con quella sua straordinaria e direi irripetibile capacità di rinascita, di recupero, di vita.

Il tempo dell’adolescenza è lento, fatto di grandi blocchi grigi e improvvise gibbosità di colore verde o rosso o viola. I blocchi non hanno ore, giorni, mesi, anni, e le stagioni sono incerte, fa caldo e freddo, piove e c’è il sole.

Non posso dire che in questo libro ci sia la famiglia, forse ci sono più le sue ceneri, del resto quante ne vediamo intorno a noi.

Direi quasi che c’è la sua negazione, vuoi perché ripudiata vuoi perché fondata su una grande, grandissima ipocrisia.

Elena Ferrante, non conosciamo il tuo nome vero, ma mi sembra evidente che tu conosca il nostro.

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