33 - 19 dicembre 2016

REDAZIONE DEL CORRIERE DELLA SERA 

Via Solferino 28, Milano

digitaledition.corriere.it

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Come faccio a spiegarvi che cosa si prova ad entrare nella redazione del Corriere della Sera, nella sua sede storica di Via Solferino 28?


Forse la vita è poi una questione di occasioni, perse o ritrovate. Trovarmi qui dentro si avvicina molto al concetto che ho di felicità.

La redazione del Corriere della Sera è un tempio, della cultura e della storia, di Milano, del passato, del presente e del futuro.

C’è una luce speciale negli occhi dei giornalisti che oggi ci hanno accompagnato in questa visita guidata.

Credo si tratti della felicità di fare il lavoro giusto, che non conosce orari e sicuramente prevede molti sacrifici personali.

Una professione che sta cambiando, divisa tra la tradizione e l’innovazione. Che ha la responsabilità di informare in un mondo in cui l’informazione sembra ovunque, caotica, accessibile. In un mondo in cui l’80 per cento dei giovani si informa attraverso Facebook.

Qui dentro oggi io porto rispetto, quello che sento verso la tradizione. E il Corriere della Sera è la tradizione del giornalismo italiano e milanese.

Qui dentro sono passati i mostri sacri della nostra letteratura, su questa sedia forse si è seduto Indro Montanelli nelle riunioni di redazione, intorno a questo tavolo che il direttore Luigi Albertini a inizio Novecento volle uguale a quello che aveva visto al Times di Londra.

Nella redazione del Corriere della Sera il fascismo ha lasciato il segno con le sue epurazioni, facendo in modo che i fratelli Albertini se ne andassero.

Benito Mussolini non sopportava più il Corriere contro, dopo l’omicidio Matteotti.

La domanda di scioglimento della società proprietaria del Corriere della Sera intimatami dai fratelli Crespi porta al mio distacco da questo giornale. Avrei avuto il diritto in sede di liquidazione di entrare in gara con essi per l’acquisto dell’azienda; ma era il mio un diritto teorico che in pratica non potevo esercitare. Non potevo esercitarlo, sia perché mi mancavano i mezzi per vincere nella gara i fratelli Crespi, possessori della maggioranza delle quote sociali, sia perché, quand’anche fossi riuscito a vincerli, la mia vittoria sarebbe stata frustrata dalla minacciata sospensione del Corriere. Abbiamo dovuto dunque, mio fratello ed io, rassegnarci alle conseguenze dell’intimazione dei signori Crespi, cedere loro le nostre quote e rinunziare alla gerenza ed alla direzione di questo giornale.
(Commiato di Luigi Albertini, Corriere della Sera, 28 Novembre 1925)

E poi la liberazione a Milano è passata prima di tutto da questo palazzo. Il Nuovo Corriere intitolò il 26 Aprile 1945 Milano insorge contro i nazifascisti.

Le rotative oggi non sono più qui, traslocate in periferia in zone più adatte. Ma ho all’improvviso un flash di me bambina in gita con la scuola a visitarle.

Oggi il Corriere della Sera è anche Digital, per alcuni soprattutto. Qui per essere sempre sul pezzo, per essere aggiornati sempre, si lavora 24 ore al giorno, su turni quasi da fabbrica.

Ma io, perdonatemi, senza la carta che fa rumore e mi sporca le mani di inchiostro non riesco a concentrarmi. 

La visita alla redazione del Corriere della Sera in Via Solferino 28 è gratuita e riservata agli abbonati. Per ogni tipo di informazione potete scrivere a lorenzo.zolfo@rcs.it

 

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