20 - 20 dicembre 2016

ANTONIO MARRAS: NULLA DIES SINE LINEA.
VITA, DIARI E  APPUNTI DI UN UOMO IRREQUIETO

Fino al 21 gennaio 2017

(Martedì-Domenica h. 10.30-20.30)

La Triennale
Viale Alemagna 6, Milano

www.triennale.org

img_2262Regalatevi questa mostra, se ne avete la possibilità. Ricordatevi di questa mostra, se potete. È un viaggio in un mondo onirico, immerso nei suoni e avvolto dai sogni. Tutto qui si intreccia ai ricordi, ai tessuti, ai pezzi. Pezzi di stoffa, pezzi di carta, pezzi incollati, pezzi scarabocchiati, pezzi dipinti, pezzi cuciti, pezzi e pezze.
Ogni cosa qui mi rimanda all’isola, all’essere isola, tutto qui mi parla di tradizione e di un mondo che va tanto indietro nel tempo. Un mondo fatto di piazze assolate e di seggioline fuori dalla porta, ad aspettare in paesi deserti. Ad osservare il passaggio, sempre uguale e tanto diverso. Di scuole e di chiese, dove ci si conosce tutti. Di proverbi e di una lingua, che non è un dialetto ma sono tanti dialetti.
Di vestiti neri e di veli che incorniciano un viso. Di vecchietti vestiti di velluto in pieno agosto, con una coppola in testa. Tutto mi parla di famiglie allargate ma gerarchiche, di grandi tavoli di legno in cucina, di pasta fatta a mano e di anziani che vengono ascoltati, ancora.
Questa mostra sa di Cannonau e di Carignano, il mio preferito. Ha il profumo del mirto e del leccio, degli arbusti che si infilano nella sabbia. Ha il ricordo del blu, quello unico di questo mare. Ma ha la severità delle montagne impervie, quelle che nessuno conosce se non chi ci è nato. Ha l’impronta di un paesaggio che cambia e che non vedi mai abbastanza, perché racchiude mille morfologie. Ha la memoria delle miniere e del deserto, dei gigli nati nella sabbia, testardi come solo qui si può essere.

C’è in questa immensa quantità di ricordi, in questi 1200 metri quadrati di opere d’arte, di collage, di patchwork, di cose conservate e non solo accumulate, una logica che ha un solo comandamento: la bellezza. 

Grazie Antonio Marras, uomo irrequieto.

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