6 - 16 Settembre 2019

L’EDUCAZIONE DI TARA WESTOVER

Feltrinelli 2018

L'Educazione di Tara Westover

L’Educazione di Tara Westover è uno dei libri più belli che io abbia mai letto in vita mia.

E non è solo per questa storia, incredibile ancor di più perché vera, ma soprattutto per la scrittura di questa ragazza nata nel 1986.

Una scrittura perfetta, semplice, chiara, vera quella de L’Educazione di TaraWestover.

Una scrittura che ti tiene attaccato a queste pagine e che riesce a calmarti mentre leggi fatti impensabili.

Le scelte, innumerevoli come granelli di sabbia, si erano stratificate e compattate, unendosi in sedimento, poi in roccia, fino a incastonarsi nella pietra.

Tara cresce per 17 anni in una famiglia mormona nelle montagne dell’Idaho insieme ai suoi numerosi fratelli.

Senza certificati di nascita, senza scuola, senza dottori.

Vive senza sapere nulla del mondo, non sa cosa sia l’Olocausto e non conosce gli attacchi alle Torri Gemelle.

Insieme ai suoi fratelli ha trascorso una vita senza libri, lavorando nella discarica del padre, eseguendo compiti pericolosissimi.

Si affida totalmente ad un padre che ha un forte disturbo mentale e ad una madre che non la forza di difenderla.

Fino a quando scopre una cosa, l’Educazione, che la allontanerà per sempre.

 

Potete chiamare questa presa di coscienza in molti modi. Chiamatela trasformazione. Metamorfosi. Slealtà. Tradimento. Io la chiamo un’educazione.

Riuscirà a inserirsi nelle più prestigiose università del mondo continuando a vincere borse di studio.

Lo farà contro tutto, contro tutti, contro soprattutto se stessa, in quella ricerca che dura tutta la vita della verità su di noi.

Ricostruirà la sua identità, in parte anche il suo passato, ricordato, immaginato e interpretato per sopravvivere.

Ammettere l’incertezza significa ammettere la debolezza, l’impotenza, significa credere in se stessi nonostante queste due cose. È una fragilità, ma in questa fragilità c’è una forza: la consapevolezza di pensare con la propria testa e non con quella di qualcun altro.

Tara ci racconta ne L’Educazione che continuerà per anni a sentire dentro di sé la voce di suo padre, gli insulti di suo fratello, continuerà a sentirsi sbagliata.

Perché continuiamo a guardarci con gli occhi con cui ci hanno guardato da piccoli.

 

Ma la giustificazione non può cancellare il senso di colpa. Nessuna rabbia, nessun rancore verso gli altri può soffocarlo, perché il senso di colpa non riguarda mai gli altri. Il senso di colpa è paura della propria mediocrità. Non ha niente a che fare con le altre persone. Mi sono liberata del senso di colpa quando ho accettato la mia decisione per quello che era, senza alimentare all’infinito vecchi rancori, senza mettere sulla bilancia gli errori di mio padre piuttosto che i miei. Senza pensare più a mio padre. Ho imparato ad  accettare la mia decisione per me stessa, per il mio bene, non per lui. Perché ne avevo bisogno, non perché lui se la meritava.

Forse la cosa che mi ha colpito di più de L’Educazione è la maturità, la consapevolezza, la lucidità con cui Tara rievoca non solo i fatti accaduti ma il suo processo di crescita.

Tanti di noi, non ci riescono nemmeno a 50 anni.

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