23 - 28 settembre 2017

AL CINEMA A VEDERE DUNKIRK

Christopher Nolan
2017

le barche a dunkirk

Aspettavo con ansia l’uscita al cinema di Dunkirk e mi sono precipitata a vederlo.

La Storia con la S maiuscola è fatta di piccole storie, di piccoli uomini, di piccoli eroi.

È per questo che la amo tanto.

Perché la storia siamo noi, senza saperlo, mentre viviamo il nostro tempo. Siamo noi che la facciamo.

Amo il cinema, anche quello dei piccoli, basta andarci!

Dunkirk è un film importante, crudo, forte. 

Racconta la storia di un errore, quello di Hitler, e del coraggio, quello dei civili inglesi.

Dunkirk ci riporta alla primavera del 1940 quando l’esercito inglese e quello francese si trovavano in una situazione disperata, sulla spiaggia di Dunkirk.

Dietro c’era Hitler e davanti il canale della Manica, un centinaio di chilometri per salvarsi.

Per i francesi la guerra era persa, Parigi era ormai senza difesa.

La più grande marina del mondo, quella inglese, doveva impedire che i tedeschi arrivassero in Inghilterra. Ma l’esercito britannico in quel momento era bloccato in Francia. 

Andava evacuato via mare, proprio dalla spiaggia di Dunkirk.

L’operazione fu chiamata Dynamo e fu decisa nel maggio del 1940. Ai limiti dell’impossibile: mine, attacchi tedeschi via cielo e via mare. 

In spiaggia in quel momento c’erano 400.000 soldati inglesi che speravano di ritornare a casa.

Il governo inglese prevedeva di salvarne 40.000.

Peccato che i cacciatorpedinieri inglesi non riuscissero neanche ad arrivare in spiaggia. 

E fu così che le persone normali divennero eroi.

Fu lanciato un appello a centinaia di proprietari di piccole barche nel sud dell’Inghilterra: dovevano andare a salvare i loro soldati, con la protezione degli aerei inglesi nel cielo di Francia.

Se i soldati non riuscivano a tornare in Patria, la Patria sarebbe andata da loro.

le barche del film Dunkirk

Nel corso di nove giorni di operazione furono salvati 338 mila soldati, di cui 240 mila inglesi e circa 100.000 francesi.

Che errore quello di Hitler: i generali tedeschi, con il suo consenso, decisero di dare alcuni giorni di riposo ai soldati, proprio in concomitanza con l’evacuazione. 

Tuttavia vennero affondate decine di imbarcazioni private inglesi.

Mentre al cinema guardavo Dunkirk, mi sono chiesta: ma oggi chi accetterebbe un appello del genere? 

Chi lascerebbe la propria sicurezza per affrontare un altissimo rischio di morire in guerra da civile? Chi risponderebbe al richiamo della Patria?

Esiste ancora una Patria?

Andremo avanti fino alla fine. Combatteremo in Francia, combatteremo sui mari e sugli oceani, combatteremo in aria con crescente forza e sicurezza, combatteremo in difesa della nostra isola, qualunque sarà il prezzo che dovremo pagare. Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sulle teste di sbarco, combatteremo nei campi e nelle strade, combatteremo sulle colline. E non ci arrenderemo mai.

Winston Churchill, We shall fight on the beaches (4 giugno 1940)

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