2 - 10 luglio 2018

UN PRANZO A L’AGNATA DI DE ANDRÉ IN SARDEGNA

agnata de andrè

Quello che non dimenticherò de L’Agnata di De André è il rumore del vento tra gli alberi mescolato a quello continuo e incessante delle cicale.

agnata de andrè

Mi porterò dietro anche il profumo dei fichi, ovunque, che io amo più di ogni altra pianta.

Quello che ho trovato qui è quasi un bosco di fichi.

agnata de andrè

Non dimenticherò certamente il laghetto all’ingresso della tenuta dove la montagna si rispecchia così perfettamente nell’acqua che non riconosco più il confine tra il sopra e il sotto.

E troverò solo dopo il ruscello che lo alimenta e ascolterò il suo rumore di acqua che corre.

De L’Agnata di De André, la sua casa in Sardegna, non dimenticherò la pace e il silenzio.

Le farfalle bianche che volano impazzite intorno alla lavanda in fiore.

Soprattutto non dimenticherò me, in questo momento, sdraiata davanti a un fico gigante e a un salice piangente.

A chiedermi come si faccia, come io faccia, a vivere ogni giorno della mia vita senza natura, senza cielo, senza ossigeno, senza fichi sopra un albero che aspettano solo di essere colti.

E a pensare alla scelta coraggiosa e scomoda nel 1975 di De André e di sua moglie Dori Ghezzi.

Quella di comprare questa appezzamento di terra, questo bosco, questo stazzu (la tipica casa contadina della Gallura) per farne una tenuta, per farne la loro casa.

Quella che oggi mi sembra una strada lunga e tortuosa allora doveva essere una strada bianca e impervia, lontana anni luce dalla modernità.

Tempio Pausania, che è il centro più vicino, allora doveva sembrare dall’altra parte del mondo. Ancora oggi qui il cellulare non prende e a fatica prende il wifi.

Cosa doveva essere questo posto negli anni Settanta?

L’Agnata di De André già negli anni Novanta si era aperta all’ospitalità.

Io ho un ricordo lontanissimo di una cena fatta qui una sera con tanti amici, ma davvero di questo posto non ricordavo nulla.

Oggi L’Agnata è diventato un piccolo boutique hotel.

Ci sono 8 camere in un edificio sulla costa della collina già costruito da De André davanti alla sua piscina circondata dalle rocce.

agnata de andrè

Si può dormire anche nelle due camere della casa principale, quelle che furono di Fabrizio e di Dori.

L’esterno de L’Agnata è un posto bellissimo.

Il parco, la vegetazione immensa, il ruscello, le sedute, l’amaca, la piscina e le rocce, l’orto e gli asinelli.

Al piano inferiore della casa principale ho visitato lo studio di De André, dove troverete la sua scrivania quadrata, originale e consumata, dove lui sedeva.

Accanto il suo camino e oggi anche i tavoli per gli ospiti.

agnata de andrè

Mi sono innamorata della cucina che è rimasta la stessa, con le ceramiche alle pareti, i due lampadari in ferro battuto, il camino, il tavolone di legno scuro e le credenze con le bottiglie di vino.

agnata de andrè

A L’Agnata di De André ho solo pranzato.

Il menù è fisso ed è tipicamente sardo. Io avrei preferito la possibilità di scegliere alla carta, ma devo dire che ho mangiato benissimo.

Ma soprattutto dopo pranzo mi sono fermata a godere di tutto questo e a pensare che sì, questo sogno, Fabrizio De André se l’era scelto proprio bene.

Località San Bachisio
Tempio Pausania (OT)
Sardegna

 079 671384

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