66 - 21 Luglio 2017

SE TORNASSI INDIETRO,  A LONDRA

se tornassi indietro a londra

Se tornassi indietro.

Solo una cosa cambierei. Una cosa che non ho potuto fare, mi racconto, o forse non ho avuto il coraggio di fare, più probabilmente.
Perché se di soldi ce ne sono pochi, all’estero a studiare non ci vai. È vero. E io dovevo correre. Laurearmi e poi lavorare. E lavorare anche durante.

Però si poteva fare. Con più sacrifici e sbattimenti, certo, ma si poteva fare.

Era lì che bisognava avere le palle, anzi di più. Senza papà che pagava la casa a Kensington e il corso di inglese.
E quindi io mi immagino così, nel mio film.

In bianco e nero, o quasi, davanti a una casetta a Kensington con la porta nera.

Chissà, forse non era il momento giusto. Molti di voi me lo hanno scritto. Magari le cose succedono quando devono succedere e non un minuto dopo. Magari recupero e sarò una splendida cinquantenne in trasferta. Cosa dite, mi prenderanno ancora come cameriera?

Non lo so.

Io credo che certe cose si debbano fare a vent’anni. È quello il momento giusto, poi ce la possiamo raccontare se volete, ma la verità è che come sei a 20 anni non lo sei più, dopo.

Io peraltro mi amo di più adesso, si cambia è vero ma non necessariamente in peggio.

Ma è una questione di spazio mentale, di opportunità, di finestre sul mondo, di testa aperta, di libertà, di spensieratezza, di forza vitale, di spinta verso il prossimo e verso l’esterno, di futuro ancora da venire e quindi da costruire. Queste cose qui ce le hai a 20 anni.

Perché dopo diventi grande, nel bene e nel male.

C’è chi mi ha scritto, una persona che i 20 anni li ha vissuti insieme a me. Una persona che non vedo quasi più, perché anche se ti vuoi sempre bene si diventa grandi, appunto.
Questa persona mi ha fatto ricordare chi ero io a 20 anni.

Certe volte ce lo dimentichiamo e invece dovremmo sempre portarci dietro quello che eravamo.

Dicono che c’è un tempo per seminare
E uno che hai voglia ad aspettare
Un tempo sognato che viene di notte
E un altro di giorno teso
Come un lino a sventolare
C’è un tempo negato e uno segreto
Un tempo distante che è roba degli altri
Un momento che era meglio partire
E quella volta che noi due era meglio parlarci
C’è un tempo perfetto per fare silenzio
Guardare il passaggio del sole d’estate
E saper raccontare ai nostri bambini quando
È l’ora muta delle fate
(C’è tempo, Ivano Fossati)

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5 comments

  1. Tatiana says:

    Che belle parole Chiara.
    L’illusione però che tutto potrebbe essere ancora rappresenta una forza che non riesco a trovare altrove .
    Chissà vedrei poi una rassegnazione o una consapevolezza che mi porterebbe a ridimensionare i sogni le fantasie …

    • megliounpostobello says:

      Dobbiamo crederci! Io continuo a sognare e a fare mille progetti per i quali non mi basterà una vita. Ti abbraccio Tati

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