23 - 25 aprile 2017

PROGRAMMARE
UNA GITA

programmare una gita

Programmare una gita, sognare un viaggio, organizzare una fuga come se fosse domani. Alzare gli occhi al cielo e vederlo blu, immaginare di immergersi in quel blu.

Succede anche a voi che vi venga l’ansia per tutto quello che vorreste vedere, i viaggi che vorreste fare, i posti che vorreste vivere? 

Io la chiamo ansia da programmazione di gita e mi affligge spesso.

Non si può sempre andare, ci sono i conti da fare, ci sono i tempi da rispettare, ci sono le persone da rivedere, ci sono le pile da ricaricare, ci sono gli impegni scolastici, di chiesa o di sport, ci sono le giornate che i bambini hanno bisogno di passare in pigiama. 

Se non posso partire, posso però programmare una gita.

Allora, io ho due trucchi: i sogni e le note.

I sogni nel senso che apro Internet, leggo riviste, compro guide, cerco su Instagram, studio itinerari come se la gita o il viaggio fosse domani. Sogno quindi a occhi aperti, ma soprattutto con documenti in mano. Considero tempi, costi e cose da vedere. Immagino l’età giusta che i miei bambini dovranno avere per quel viaggio, sognato appunto. 

E poi scrivo le note. Proprio sul cellulare, intendo. Alla fine ho provato mille metodi, sono una fanatica della catalogazione e dell’archiviazione. Però la nota sul cellulare con la funzione “cerca” per me è la più comoda nell’ottica di programmare una gita. Sempre a portata di mano, sempre correggibile, ci posso anche allegare le foto degli articoli che mi interessa conservare.

Segno tutto, nomi e luoghi, date, consigli, ristoranti, alberghi, novità, mostre in corso, musei appena aperti. Sono sempre pronta, una nota per città. La nota poi la tengo lì, quando servirà sarà lì.

In questo modo placo la mia ansia, so che è tutto lì, so che prima o poi lo faccio, mi ripeto che i posti non scappano. 

E alla fine, quando le gite e i viaggi li faccio, mi scrivo tutto. Anzi, anche durante, ogni giorno alla sera ci mettiamo e scriviamo quello che abbiamo visto, fatto, dove abbiamo mangiato o dormito. Sempre in una nota. Così quando la memoria vacilla posso sempre andarmi a rivedere cosa ho fatto e se qualche amico me lo chiede posso girargli la nota.

E voi quali stratagemmi avete per far coesistere i sogni di viaggio con la realtà? Anche voi amate programmare una gita per superare certe giornate?

 

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4 comments

  1. Graziella says:

    Bella idea.
    Anche io ho un approccio simile.( meno scientifico del tuo). A volte con un ora di auto o meno, ho organizzato gite che hanno lasciato tutti con un senso di grande soddisfazione. Poca spesa,poco stress. Qualche cenno storico, festa x il palato, natura o cultura secondo le circostanze e le stagioni.

    • megliounpostobello says:

      Ciao Graziella! E’ proprio così, certe volte mi succede di fare una gita e pensare “ma vedi quanto poco ci vuole”. Poi, certo, bisogna far quadrare sempre mille cose, ma che bello quando ci si riesce! A presto e grazie Chiara

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