21 - 28 marzo 2017

JACKIE AL CINEMA: DA VEDERE

Pablo Larraìn
2016

Jackie è al cinema e secondo me è un film da vedere. 

Scegliere un film da vedere al cinema mi mette sempre un po’ di ansia. Le possibilità di andare al cinema non sono moltissime per me, i film che mi ispirano sono tanti e il timore di sprecare l’occasione è alto. Poche cose mi rendono felice come andare al cinema due volte di seguito nella stessa giornata.

Jackie mi era stato sconsigliato da molti.

Insomma, non era un film da vedere. Io ho deciso di andarci, invece, perché amo la storia, amo quel periodo storico, sono affascinata dalla storia americana e da tutto ciò che gira intorno alla presidenza degli Stati Uniti. 

Ma poi dietro a tutto questo, anzi davanti a tutto questo, ho trovato una donna, Jackie. La moglie di Jack il presidente degli Stati Uniti d’America John Fitzgerald Kennedy ucciso nella macchina presidenziale durante una visita a Dallas, Texas, il 22 novembre 1963.

Dietro alla Storia, ho visto la storia quella con la “s” minuscola. 

Ho visto la storia di una moglie che cerca di tenere insieme i pezzi della testa di suo marito, schizzati da tutte le parti dopo gli spari. Che tiene in grembo fino al pronto soccorso questa testa con gli occhi aperti, pur sapendo che era già morto.

Che passa tutta quella giornata con addosso il suo tailleur rosa sporco di sangue. 

Una moglie che ha il rimpianto di non aver capito al primo sparo che si trattava di un attentato. E di non avergli quindi fatto scudo. La consolazione di essere stata lì quando lo ammazzavano, di essere stata vicino a lui in quel momento.

Ho visto una madre che si domanda come comunicare ai propri figli piccoli la morte del loro papà. E che decide di far vivere loro il funerale da protagonisti, per poterlo almeno salutare. L’ho vista pochi giorni dopo l’assassinio festeggiare il compleanno del suo bambino.

Le madri cacciano dentro tutto quello che le fa soffrire quando è necessario.

I suoi dubbi confessati ad un prete, la paura di aver preteso un funerale così sontuoso non per suo marito, ma per se stessa.

Ho visto una donna che aveva paura del futuro, suo e dei suoi figli, un futuro arrivato troppo in fretta, un trasloco anticipato, la vita tutta davanti ma che avrebbe voluto finita lì.

Ho visto una moglie, una madre, una donna.

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