2 - 27 Aprile 2020

ELENA GALIMBERTI, LA MIA INTERVISTA A UNA PERSONA BELLA

Elena Galimberti Intervista

Elena Galimberti, la persona che bella che intervisto oggi, è fotografa e architetto.

Nelle sue fotografie ritroverete lo sguardo dell’architetto ma anche, e soprattutto, l’aspetto sociale e l’umanità.

Queste mie interviste si sono trasformate in vere e proprie lettere: mi sono messa in testa di farle per iscritto.

Non tutti accettano ma a me piace molto l’idea di scriversi.

L’intervista a Elena Galimberti, come le altre, è diventata quindi una lettera.

Cara Elena,
Non ci siamo mai conosciute di persona ma ti seguo così tanto sui social che mi sembra di conoscerti.

Hai fatto della ricerca della bellezza uno stile di vita.

Con le tue fotografie ci hai regalato e ci regali la bellezza delle piccole cose, restituendoci una Milano diversa, poetica, introspettiva, spesso vuota.

È quindi per tutte queste caratteristiche, che sento profondamente mie, che ho voluto intervistarti per la mia rubrica Megliounapersonabella.

Ti ringrazio moltissimo per il tempo che mi stai dedicando.

Io Elena parto con la mia intervista, tu sei pronta?

1. Innanzitutto come stai? Questa è una domanda banale di solito e che oggi invece ci dice tutto quello che serve. Ti chiedo come stai, di salute e di cuore e come stanno i tuoi cari?

Ecco appunto “come stai” è una domanda che ora ha assunto un significato diverso perché ponendola agli altri sappiamo che stanno più o meno male quanto noi.

A volte sembra pure quasi indelicata come domanda perché poi, almeno per me, manca la potenza di uno sguardo e di un abbraccio per poter dire ci sono, sento anch’io le stesse cose e non siamo soli.

Comunque di salute sto bene, vivo con i miei genitori e anche loro stanno bene, mio fratello invece ha probabilmente il virus ma si sta curando a casa.

Di salute fisica sì sto bene, quella mentale invece vacilla a seconda dei giorni come tutti del resto, si dorme poco, si fa molta fatica a concentrarsi.

2. In tempi di lockdown mi sembra quasi scontato chiederti: quale sarà il primo posto bello dove andrai quando tutto questo sarà finito?

Che bella domanda invece poter immaginare un luogo dove andare…avevo programmato un viaggio a New York per maggio ma ovviamente non so quando sarà possibile, forse il prossimo anno.

Credo che sceglierò di rivedere l’oceano e Lisbona ma come prima cosa mi piacerebbe camminare per Milano liberamente senza meta ma con la vita delle persone che la attraversano.

3. Come stai trascorrendo questa quarantena? Vuoi consigliare qualche trucco a me e ai miei lettori per superare queste giornate di quarantena?

Vivo a Desio e non ho lavori commissionati perché sono una libera professionista e il lavoro adesso è bloccato.

Mi occupo di aggiornare il mio sito e organizzare l’archivio ma non sempre riesco a concentrarmi e nonostante il tempo sia tutto a disposizione procedo molto a rilento.

Del resto visto che come tutti devo fare file in farmacia, supermercato, panettiere, posta, ecc ho cercato di fotografare lì, guardando la fila sotto il punto di vista della geometria.

Il tempo passa più velocemente e si allena lo sguardo.

Altri trucchi non ne ho perché ho sempre fatto fatica a stare in casa.

Prima del lockdown ero tutto il giorno a Milano a fotografare e tornavo solo la sera per mettermi al pc: trovare una mia collocazione a casa non è semplice.

Comunque, visto che ho sempre cercato nella bellezza e nella condivisione un modo per stare bene e far star bene gli altri (se possibile), cerco di pubblicare sui social immagini positive che mi hanno emozionato.

4. Quali sono i tuoi tre posti belli di Milano che ti mancano di più? 

Uno dei miei luoghi preferiti di Milano è tutta la zona di Porta Nuova, da Piazza Gae Aulenti alla Biblioteca degli Alberi, poi la passeggiata sulla Martesana e l’Orto botanico di Brera, un’oasi di pace per respirare in pieno centro.

5. Credi che il mondo diventerà un posto più bello dopo questa pandemia che ci ha travolti come uno tsunami? O pensi che non cambierà nulla ognuno per se stesso?

Non riesco ancora ad avere una visione chiara sul futuro ma credo, ascoltando e vedendo in questo momento alcuni atteggiamenti, che le persone che già erano attive sul fronte sociale saranno ancora più impegnate mentre chi già era “egoista” lo sta diventando ancora di più.

Ho sempre basato tutto sulla speranza e sul credere che seminare bellezza possa avere risultati magari non visibili ora ma a lungo termine quindi nonostante le difficoltà che ora sono maggiori non bisogna mai stancarsi di provarci.

Grazie di cuore Elena per questa intervista e grazie per la sensibilità con cui mi hai risposto.

Sinceramente, pur non conoscendoti, avevo percepito questa tua sensibilità nelle fotografie e nelle parole.

Spero che passata la tempesta ci si possa incontrare magari all’inaugurazione della tua prossima mostra!

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